QuindiCi , “L’irresistibile fascino del peccato”, “Il Carnefice”

Posted by Roberto D'Izzia on mar 2, 2009 in Scritti |
<<i>b>Notte lunga,
di scuro e tenebroso manto
di forti temporali,
di gelidi saluti, di gelide mani.
Notte che profuma di pioggia
e vittime nuove,
ignare ed indifese?
Forse sì, tanto quanto
seducenti e vogliose Lolite,
di fascino prive,
di vite fallite.
Notte tanto lunga,
che sbadiglia e si dilegua,
con le prime luci
lascia un grosso peso al cuore.
Tra il carnefice e la vittima
questa notte lascia
pure una domanda:
se il carnefice è carnefice,
perché mai la vittima
fra le sue braccia giace?.
D’Izzia Roberto (31/08/2007, ore 4.30)


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1 Comment

Marina Sardo
mar 19, 2009 at 19:11

Nella prima parte della tua poesia, riesci a creare una particolare, sconsolata atmosfera di attesa e disillusione, ma poi forse, secondo me, le domande che poni sono troppo brutalmente dirette e si perde un po' il musicale incanto dei versi

Punteggio (a titolo esclusivamente personale): 1


 

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